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Avv. Anastasia Buglione

Con decreto del 16 marzo 2021 la Ministra della giustizia, Marta Cartabia, ha costituito presso l’Ufficio legislativo del Ministero una Commissione per elaborare proposte di riforma in materia di processo e sistema sanzionatorio penale, nonché in materia di prescrizione del reato, attraverso la formulazione di emendamenti al Disegno di legge A.C. 2435, recante Delega al Governo per l’efficienza del processo penale e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari pendenti presso le corti di appello, presieduta dal Presidente emerito della Corte costituzionale Giorgio Lattanzi (c.d. Commissione Lattanzi).

Perché l’Italia ha bisogno di una Riforma della Giustizia?

L’Italia è stata condannata innumerevoli volte dalla Corte Europea dei Diritti Umani (CEDU) per violazione  dell’ art. 6, par. 1, Cedu in base al quale “Ogni persona ha diritto ad un’equa e pubblica udienza entro un termine ragionevole, davanti ad un Tribunale indipendente e imparziale costituito per legge

Una norma abbastanza simile nel contenuto all’art. 111, comma 2, Cost. secondo cui la «La legge […] assicura la ragionevole durata del  processo”.

Nella relazione finale della Commissione Lattanzi, incaricata dalla Ministra Cartabia, si legge “il giudizio di appello, addirittura, ha una durata media otto volte superiore [alla media europea].

Secondo i dati del Ministero della Giustizia, relativi al 2019 (non influenzati dai rallentamenti dovuti all’emergenza pandemica), i procedimenti definiti con la prescrizione del reato rappresentano il 9% di quelli avviati a livello nazionale.

L’incidenza della prescrizione è di circa il 38% durante le indagini, del 32% nel giudizio di primo grado, del 26% nel giudizio d’appello; mentre è insignificante nel giudizio di legittimità (0,8%)”. Il governo ha dichiarato nel PNRR di voler ridurre i tempi medi dei procedimenti penali del 25%.

E’ evidente quindi la disparità di trattamento e di violazione dei principi fondamentali del giusto processo rispetto a quanto accade negli altri paesi comunitari. Le principali novità della Riforma toccano infatti gli ambiti essenziali del processo penale: la prescrizione e l’improcedibilità.

Innumerevoli le censure da parte del Parlamento e soprattutto del CSM  convinto che si tratti di manovre esclusivamente politiche che finiranno con il contrastare con i principi dell’azione penale. Ciò nonostante, il Consiglio dei Ministri ha approvato l’8 luglio 2021 all’unanimità gli emendamenti del Governo al disegno di legge recante “Delega al Governo per l’efficienza del processo penale e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari pendenti presso le corti d’appello” (A.C. 2435), proposti dal Ministro della Giustizia Marta Cartabia.

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